Un fascino tutto particolare ha l’escursione nel Parco delle Chiese Rupestri del Materano che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche impensate.
Rocce nude e brulle che una bassa vegetazione lascia intravedere a perdita d’occhio; profonde ed irregolari incisioni del territorio (le cosiddette “gravine”) che sembrano voler ingoiare chi vi si avventuri;
oltre 150 le chiese rupestri che testimoniano la diffusione della religiosità all’interno delle campagne; numerosi gli stazionamenti risalenti al paleolitico (Grotta dei Pipistrelli) e all’epoca neolitica, con i villaggi trincerati e la ceramica di Diana Bellavista e di Serra d’Alto;
e infine tutte le espressioni di insediamento dell’uomo in un territorio poco congeniale all’umana sopravvivenza: le forme di sfruttamento della roccia calcarenitica evidenziano il
passaggio da forme inedite e rupestri a strutture in costruito quali le masserie fortificate.
Il parco ricopre una superficie di oltre 8.000 ettari e ricade nei Comuni di Matera e Montescaglioso.
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